Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”







Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “





Pino Ciampolillo

domenica 31 marzo 2019

Nuova Isola delle Femmine: 2019 29 MARZP TAR PALERMO N. 00922/2019 REG.PROV.C...

Pubblicato il 29/03/2019

N. 00922/2019 REG.PROV.COLL.
N. 03937/2015 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 3937 del 2015, proposto da
Claudio Caruso, rappresentato e difeso dall'avvocato Danilo Giracello, con domicilio digitale come da indirizzo PEC risultante dal registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, e con domicilio fisico presso il suo studio sito in Palermo, via E. Fermi 58; 
contro
Comune di Isola delle Femmine in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Alessandro Savoca, con domicilio digitale come da indirizzo PEC risultante dal registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, e con domicilio fisico presso il suo studio sito in Palermo, via L. Da Vinci n. 94; 
per l'annullamento
- del provvedimento di diniego di concessione edilizia n. 10 del 05/10/2015, notificato l'8/10/2015, in relazione alla denuncia di inizio attività (D.I.A.) prot. 14612 del 23/10/2014 per l’ampliamento di un edificio sito in Isola della Femmine, al catasto al foglio 3 particella 2005, realizzato in forza della concessione edilizia n. 32 del 06/10/1998, mediante realizzazione di un corpo di fabbrica con struttura in cemento armato, costituito da un piano seminterrato e da un piano fuori terra, adiacente alla costruzione esistente.
- della comunicazione di avvio del procedimento trasmessa al ricorrente il 07/08/2015 prot. n. 9951; - di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.




Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Isola delle Femmine;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 marzo 2019 il cons. Nicola Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.




FATTO
Con ricorso notificato in data 7 dicembre 2015, e depositato il successivo 11 dicembre, il ricorrente ha impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe articolando svariate censure di violazione di legge ed eccesso di potere e sostenendo che a seguito della scadenza dello strumento urbanistico attuativo, per decorrenza dei termini di efficacia, sono venuti meno i vincoli esistenti sul terreno del ricorrente, con la conseguenza che trovano applicazione gli indici di fabbricabilità dettati per la zona dal p.r.g.; da ciò deriverebbe la piena ammissibilità dell’intervento edilizio che il ricorrente intende realizzare e l’illegittimità della determinazione assunta dal Comune resistente che ritiene ancora efficaci i vincoli disposti con una strumento attuativo che ha ormai perduto efficacia.
Sarebbe inoltre inapplicabile, riguardando fattispecie diverse, l’art. 17, comma 3, della legge n. 1150/1942, la cui disciplina è stata richiamata nel provvedimento impugnato; la determinazione assunta sarebbe in contrasto con quanto statuito nella sentenza di questo Tribunale n. 1986/2015 del 29 luglio 2015, passata in giudicato; il provvedimento impugnato sarebbe illegittimo in quanto frutto dell’errata confusione tra l’indice di densità territoriale e quello fondiario, giungendo conseguentemente ad errate conclusioni sull’intervento edilizio in questione; le conclusioni a cui giunge il comune sarebbero comunque frutto di un’errata ed incompleta istruttoria che l’avrebbe condotto a travisare i fatti per cui è causa; non avrebbe dato adeguato rilievo agli apporti procedimentali presentati dal ricorrente; il provvedimento impugnato infine perpetrerebbe una disparità di trattamento rispetto al comportamento assunto in casi simili.
Si è costituito il Comune di Isola delle Femmine che, con scritti difensivi ha replicato alle argomentazioni sviluppate in ricorso chiedendone il rigetto.
Con rispettive memorie le parti in causa hanno diffusamente sviluppato le rispettive posizioni e, alla pubblica udienza fissata per la sua discussione, il ricorso è stato posto in decisione.
DIRITTO
Il ricorso è infondato alla stregua di quanto verrà precisato.
Il provvedimento impugnato è ancorato su due autonome ragioni: per un verso il Comune di Isola delle Femmine ritiene che, in applicazione dell’art. 17 della legge n. 1150/1942, l’edificazione nelle zone in cui ha perduto efficacia un piano particolareggiato, per scadenza di termini, è comunque soggetta alla disciplina prevista dal terzo comma di detto articolo; per altro verso ritiene che l’edificazione prevista dal ricorrente sfora il limite di densità ammessa nella zona dal p.r.g. e dalla legge reg. n. 78/1976.
Il ricorrente sostiene che, diversamente da quanto ritenuto dal Comune, alla fattispecie per cui è causa, è inapplicabile la disciplina dettata dall’art. 17 della legge n. 1150/1942, e che, alla scadenza dei vincoli previsti dal piano particolareggiato, l’edificazione deve ritenersi consentita nei limiti previsti dal vigente p.r.g.
Ritiene il Collegio che l’art. 17 richiamato nel provvedimento impugnato non trovi diretta applicazione nella vicenda per cui è causa, nei sensi che verranno precisati, come sembra invece ritenere il Comune di Isola delle Femmine.
Pur essendo evidente lo sforzo compiuto da tale amministrazione al fine di evitare che la zona in considerazione possa essere soggetta ad una indiscriminata edificazione privata, a scapito della creazione di spazi pubblici che garantiscono un equilibrato sviluppo urbanistico del territorio, dalla piana lettura del terzo comma dell’art. 17 della legge n. 1150/1942, non può non pervenirsi alla conclusione che tale norma non preveda una sorta di indiscriminata ultrattività dei vincoli derivanti da un piano particolareggiato scaduto, ma che ha un ambito di applicazione più circoscritto.
In forza di tale norma i privati possono attuare le previsioni di singoli sub - comparti di un piano particolareggiato scaduto, di cui abbiano la disponibilità (nel rispetto di quanto previsto anche con riguardo alle aree di infrastrutture e servizi), in assenza dell’intervento sostitutivo del Prefetto, previsto dal secondo comma, attraverso l’approvazione del relativo progetto da parte del consiglio comunale; mentre tale previsione di legge non riguarda il rilascio di singole concessioni edilizie che non potranno che essere assentite in conformità alle previsioni contenute nel p.r.g., per la specifica area che viene in rilievo.
Non sarebbe però corretto affermare che nella fattispecie che viene in rilievo non potesse, in nessun caso, trovare applicazione il particolare meccanismo previsto dall’art 17, comma 3, legge n. 1150/1942; è invece vero che tale disposizione non trova applicazione in relazione alla specifica istanza avanzata dal ricorrente, volta non alla realizzazione di un sub comparto, ma ad ottenere un singolo permesso di costruire.
Ciò posto, il Comune investito della questione avrebbe dovuto esitare l’istanza del ricorrente tenendo conto di quanto indicato nel p.r.g., che subordina la possibilità di rilasciare singole concessioni edilizie alla esistenza di uno strumento urbanistico attuativo (l’art. 13 delle NTA, per le zone C2, rinvia alle condizioni stabilite dal precedente art. 12 per le zone C1, e quindi anche alla necessità di un previo strumento urbanistico attuativo) e al rispetto degli indici di fabbricabilità ivi previsti.
Con riguardo a tali indici di fabbricabilità, il Collegio invece non condivide la ricostruzione operata da parte ricorrente.
In primo luogo appare utile rilevare che l’indice di 0,75 mc./mq. deriva direttamente dall’art. 15 della legge reg. n. 78/1976, disposizione che - quanto meno in mancanza della vigenza di uno strumento attuativo di zona, e quindi in caso di isolati permessi di costruire - non può che fare riferimento al volume di ciascuna singola costruzione da autorizzare, in rapporto all’estensione del terreno in cui ricade, venendo diversamente frustrata la ratio di tutela naturalistica ed ambientale a cui è ispirata; e tale considerazione è già sufficiente a determinare la legittimità del diniego impugnato.
E’ poi evidente che il piano regolatore del Comune di Isola delle Femmine, nel rispetto del principio di gerarchia delle fonti, ha inteso conformarsi alla previsione di legge, ribadendone il vincolo, e quindi nello stesso senso deve essere interpretato quanto ivi disposto.
In definitiva la ricostruzione del ricorrente potrebbe astrattamente essere utile a giustificare uno strumento urbanistico attuativo che rispetti nel suo complesso l’indice di fabbricabilità indicato, e non in relazione alle singole costruzioni previste; ma non rileva con riguardo ad una singola costruzione, realizzata al di fuori della previsione di uno strumento attuativo (anche qualora non fosse vietata dalla già richiamata specifica disciplina prevista dalle richiamate NTA), che non potrebbe in ogni caso essere legittimamente realizzata oltre il limite di densità previsto, al fine di non compromettere l’ordinato assetto futuro della zona.
In conclusione, quand’anche non esistesse il limite di densità edilizia stabilito per legge, quand’anche fosse ammissibile la realizzazione di un edificio al di fuori di uno strumento urbanistico attuativo, diversamente da quanto indicato nelle NTA, e quand’anche fosse corretta l’interpretazione data in ricorso al limite di densità stabilito nelle NTA, al fine di non pregiudicare l’ordinato sviluppo urbanistico della zona, un isolato permesso di costruire non potrebbe essere accordato oltre i limiti di densità dettati, seppur con riferimento all’intera zona territoriale.
In conclusione il ricorso è infondato e deve essere respinto.
Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite, comprensive di onorari e spese anche generali, in favore del Comune di Isola delle Femmine, che liquida in complessivi €. 2.000,00, oltre IVA e c.p.a.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 21 marzo 2019 con l'intervento dei magistrati:
Cosimo Di Paola, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere, Estensore
Francesco Mulieri, Primo Referendario








L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Nicola MaisanoCosimo Di Paola
IL SEGRETARIO




https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=RZBQY6Yn&p_p_lifecycle=0

Art. 17.
Validita' dei piani particolareggiati.
Decorso il termine stabilito per la esecuzione del piano
particolareggiato questo diventa inefficace per la parte in cui non
abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo
indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi
edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e
le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.
Ove il Comune non provveda a presentare un nuovo piano per il
necessario assetto della parte di piano particolareggiato che sia
rimasta inattuata per decorso di termine, la compilazione potra'
essere disposta dal prefetto a norma del secondo comma dell'art. 14.
/*((Qualora, decorsi due anni dal termine per l'esecuzione del piano
particolareggiato, non abbia trovato applicazione il secondo comma,
nell'interesse improcrastinabile dell'Amministrazione di dotare le
aree di infrastrutture e servizi, il comune, limitatamente
all'attuazione anche parziale di comparti o comprensori del piano
particolareggiato decaduto, accoglie le proposte di formazione e
attuazione di singoli sub-comparti, indipendentemente dalla parte
restante del comparto, per iniziativa dei privati che abbiano la
titolarita' dell'intero sub-comparto, purche' non modifichino la
destinazione d'uso delle aree pubbliche o fondiarie rispettando gli
stessi rapporti dei parametri urbanistici dello strumento attuativo
decaduti. I sub-comparti di cui al presente comma non costituiscono
variante urbanistica e sono approvati dal consiglio comunale senza
l'applicazione delle procedure di cui agli articoli 15 e 16))*/.
(19)


3. Qualora, decorsi due anni dal termine per l'esecuzione del piano particolareggiato non abbia trovato applicazione il secondo comma nell'interesse improcrastinabile dell'Amministrazione di dotare le aree di infrastrutture e servizi, il comune, limitatamente all'attuazione anche parziale di comparti o comprensori del piano particolareggiato decaduto, accoglie le proposte di formazione e attuazione di singoli sub-comparti, indipendentemente dalla parte restante del comparto, per iniziativa dei privati che abbiano la titolarità dell'intero sub-comparto, purché non modifichino la destinazione d'uso delle aree pubbliche o fondiarie rispettando gli stessi rapporti dei parametri urbanistici dello strumento attuativo decaduti. I sub-comparti di cui al presente comma non costituiscono variante urbanistica e sono approvati dal consiglio comunale senza l'applicazione delle procedure di cui agli articoli 15 e 16.(comma aggiunto dall'articolo 5, comma 8-bis, legge n. 106 del 2011)





DINIEGO DI CONCESSIONE IN SANATORIA N.07 del 24/04/2012
Il Responsabile del III Settore
· Vista l’istanza di Sanatoria Edilizia presentata ai sensi del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 in data 07/12/04, prot. n. 14233, dalla Sig.ra Bellis Ernesta, nata a Sacile (PN) il 04/03/1914, residente a Padova, via A. Ampere n. 82, C.F.: BLLRST14C44H657Z, comprendente due sub-istanze:
1. Istanza progr. 01 per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente una superficie utile di mq. 27,00 in viale dei
Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 sub 2;
2. Istanza progr. 02 per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente superficie utile di mq.25,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 sub 3;
· Considerato che la sig.ra Bellis Ernesta, sopra generalizzata, risulta deceduta in Isola delle Femmine il 19/08/11 e pertanto gli eredi risultano essere i figli
CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97 c. f.: CRS DNL 51B23 G273M, e CARUSO CLAUDIO nato a Palermo il 13/11/1952 e residente a Padova in via A. Ampere n. 82, c.f.: CRS CLD 52S13 G273Z;
· Visti gli atti tecnico progettuali allegati alla domanda;
· Viste le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, rese ai sensi del D.P.R. 445/2000, nelle quali la sig. Bellis Ernesta, sopra generalizzata, dichiara che le opere oggetto di istanza di sanatoria prot. n. 14233 del 07/12/04, progr. 01 e 02 sono state realizzate alla data del 10/01/03;
· Accertato, sulla base dei riscontri effettuati da questo ufficio sulla cartografia acquisita dall’Assessorato Territorio e Ambiente ed in particolare Carta Numerica Regionale Foglio 5940310 – Ripresa aerea Agosto 2004 e quindi in epoca successiva al 31/03/2003 indicato dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003 quale termine per l’ultimazione delle opere abusive suscettibili di sanatoria, che il terreno sito in viale dei Saraceni del Comune di Isola delle Femmine ed individuato in catasto al foglio 3 particella 1766 sul quale sono state realizzate le opere abusive oggetto dell’istanza di sanatoria prot. n° 14233 del 07/12/2004, alla data della ripresa aerea (agosto 2004) era libero da fabbricati e/o costruzioni;
· Ritenuto, pertanto, pacificamente acclarato che alla data del 31/03/2003 le opere abusive in oggetto specificate non erano state né iniziate, né tanto meno
ultimate e che conseguentemente per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria, ed in particolare quello della ultimazione delle opere entro il termine legislativamente previsto;
· Vista la richiesta di notifica provvedimento del 07/03/2012, prot. n. 0003590 a carico di Caruso Daniele, e l’ulteriore richiesta di notifica provvedimento del 07/03/2012 prot. n. 0003591, a carico di Caruso Claudio;
· Considerato che il Preavviso di Diniego di Concessione Edilizia in Sanatoria ai sensi dell’art. 11 bis, comma 1 della L.R. n. 10/91, del 07/03/2012 prot. n. 0003589, è stato regolarmente notificato al Sig. Caruso Claudio, sopra generalizzato, in data 15/03/12 secondo le modalità previste dall’art. 140c.p.c. dall’ufficio messi del comune di Padova, ed al sig. Caruso Daniele, sopra generalizzato, in data 15/03/12 regolarmente notificato all’interessato dall’ufficio messi del comune di Palermo;
· Rilevato che entro il termine assegnato per la presentazione di osservazioni, è pervenuta in data 23/03/12, prot. n. 4432, da parte della ditta Caruso Daniele,
sopra generalizzato, una richiesta di archiviazione del procedimento per decorrenza dei termini;
· Considerato che nelle osservazioni fatte pervenire dalla ditta Caruso Daniele non è contenuto alcun elemento utile a superare i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di condono, limitandosi l’interessato a ritenere che “le motivazioni ostative addotte da questo Ufficio Tecnico siano frutto di errore”;
· Accertato, tuttavia, che le opere realizzate abusivamente per le quali è stata richiesta la relativa legittimazione, non risultano suscettibili di sanatoria in quanto per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria ed in particolare i quanto: 
a) non è verificata la condizione del completamento al rustico delle opere abusive entro la data del 31/03/2003 termine previsto dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003; 
b) le opere abusive sono comunque non suscettib ili di sanatoria in quanto rientrano nell’ipotesi di insanabilità di cui all’art. 32 comma 27 lettera  d) D.L. 269/2003 trattandosi di opere abusive non conformi allo strumento urbanistico realizzate in area soggetta a vincolo paesaggistico imposto prima della esecuzione dell’abuso; 
c) le opere abusive non sono comunque sanabili in quanto realizzate in area soggetta a vincolo assoluto di in edificabilità operante ope legis in forza dell’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;
· Visto l’art. 32, comma 25, del D. L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003 n. 326;
· Rilevato che gli immobili risultano censiti al N.C.E.U. del Comune di Isola delle Femmine al foglio n. 3 particella 2314, sub 1 (corte), sub. 2 e sub 3;
· Vista la Legge 28 febbraio 1985 n. 47 recepita dalla L.R. n. 37/85 e ss.mm.ii.;
· Visto l’art. 32 della Legge 30 settembre 2003 n. 326;
· Visto l’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;
· Visto l’art. 24 della L.R. 5 novembre 2004 n. 15;
· Visto l’art. 107 del D. Lgs del 18 agosto 2000 n. 267;
· Visti gli strumenti urbanistici comunali vigenti;
DENEGA
· La concessione edilizia in sanatoria per le opere abusive oggetto dell’istanza di condono edilizio presentata ai sensi del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 convertito con modificazioni dalla L.24 novembre 2003, n. 326, in data 07/12/04, prot. n. 14233, progr. 01 e 02, pratica n. 79/04, dalla Sig.ra Bellis Ernesta, nata a Sacile (PN) il 04/03/1914, residente a Padova, via A. Ampere n. 82, C.F.: BLLRST14C44H657Z, per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente una superficie utile di mq. 27,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 oggi N.C.E.U. F. 3 part. 2314 sub 2 (progr. 01) e fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente superficie utile di mq.25,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 oggi N.C.E.U. F. 3 part. 2314 sub 3 (progr. 02), oggi di proprietà di CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97 c. f.: CRS DNL 51B23 G273 M e CARUSO CLAUDIO nato a Palermo il 13/11/1952 e residente a Padova in via A. Ampere n. 82, c.f.: CRS CLD 52S13 G273Z, stante l’improcedibilità della stessa in quanto per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria ed in particolare i quanto: 
a) non è verificata la condizione del completamento al rustico delle opere abusive entro la data del 31/03/2003 termine previsto dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003; 
b) le opere abusive sono comunque non suscettibili di
sanatoria in quanto rientrano nell’ipotesi di insanabilità di cui all’art. 32 comma 27 lettera d) D.L. 269/2003 trattandosi di opere abusive non conformi allo strumento urbanistico realizzate in area soggetta a vincolo paesaggistico imposto prima della esecuzione dell’abuso; 
c) le opere abusive non sono comunque sanabili in quanto realizzate in area soggetta a vincolo assoluto di in edificabilità operante ope legis in forza dell’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;
DISPONE
Di notificare agli interessati a cura del messo comunale, l’originale del presente atto, nei modi prescritti dalla legge.
Avverso il presente provvedimento l’interessato può proporre ricorso giurisdizionale al competente T.A.R., entro 60 giorni dalla data di notifica.

Il Responsabile del Servizio Il Responsabile del Settore Urbanistica
F.to Arch. Monica Giambruno F.to Ing. Francesca Usticano

  • 2008 25 NOVEMBRE CGA 778 2008 RICHIESTA SANATORIA 09 06 06 2018 11 GIUGNO SENTENZA 466 2018 RICORSO 01503 2012 BELLIS ERNESTA DINIEGO N 7 24 04 12 CARUSO  DANIELE CARUSO CLAUD




































2019 29 MARZP TAR PALERMO N. 00922/2019 REG.PROV.COLL N. 03937/2015 REG.RIC.ricorso 3957 2015 DINIEGO LICENZA EDILIZIA 10 5 OTTOBRE 2015





BELLIS ERNESTA,CARUSO DANIELE,CARUSO CLAUDIO,PARTICELLA 1766 FOGLIO 3,ABUSIVISMO,SIINO ANTONIO,ALBERT GIOVANNI,CANEPA,RAPPA ROCCO, SENTENZE, BOLOGNA STEFANO USTICANO FRANCESCA,GIAMBUNO MONICA

Nuova Isola delle Femmine: 2019 29 MARZP TAR PALERMO N. 00922/2019 REG.PROV.C...

Pubblicato il 29/03/2019

N. 00922/2019 REG.PROV.COLL.
N. 03937/2015 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 3937 del 2015, proposto da
Claudio Caruso, rappresentato e difeso dall'avvocato Danilo Giracello, con domicilio digitale come da indirizzo PEC risultante dal registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, e con domicilio fisico presso il suo studio sito in Palermo, via E. Fermi 58; 
contro
Comune di Isola delle Femmine in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Alessandro Savoca, con domicilio digitale come da indirizzo PEC risultante dal registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, e con domicilio fisico presso il suo studio sito in Palermo, via L. Da Vinci n. 94; 
per l'annullamento
- del provvedimento di diniego di concessione edilizia n. 10 del 05/10/2015, notificato l'8/10/2015, in relazione alla denuncia di inizio attività (D.I.A.) prot. 14612 del 23/10/2014 per l’ampliamento di un edificio sito in Isola della Femmine, al catasto al foglio 3 particella 2005, realizzato in forza della concessione edilizia n. 32 del 06/10/1998, mediante realizzazione di un corpo di fabbrica con struttura in cemento armato, costituito da un piano seminterrato e da un piano fuori terra, adiacente alla costruzione esistente.
- della comunicazione di avvio del procedimento trasmessa al ricorrente il 07/08/2015 prot. n. 9951; - di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.




Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Isola delle Femmine;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 marzo 2019 il cons. Nicola Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.




FATTO
Con ricorso notificato in data 7 dicembre 2015, e depositato il successivo 11 dicembre, il ricorrente ha impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe articolando svariate censure di violazione di legge ed eccesso di potere e sostenendo che a seguito della scadenza dello strumento urbanistico attuativo, per decorrenza dei termini di efficacia, sono venuti meno i vincoli esistenti sul terreno del ricorrente, con la conseguenza che trovano applicazione gli indici di fabbricabilità dettati per la zona dal p.r.g.; da ciò deriverebbe la piena ammissibilità dell’intervento edilizio che il ricorrente intende realizzare e l’illegittimità della determinazione assunta dal Comune resistente che ritiene ancora efficaci i vincoli disposti con una strumento attuativo che ha ormai perduto efficacia.
Sarebbe inoltre inapplicabile, riguardando fattispecie diverse, l’art. 17, comma 3, della legge n. 1150/1942, la cui disciplina è stata richiamata nel provvedimento impugnato; la determinazione assunta sarebbe in contrasto con quanto statuito nella sentenza di questo Tribunale n. 1986/2015 del 29 luglio 2015, passata in giudicato; il provvedimento impugnato sarebbe illegittimo in quanto frutto dell’errata confusione tra l’indice di densità territoriale e quello fondiario, giungendo conseguentemente ad errate conclusioni sull’intervento edilizio in questione; le conclusioni a cui giunge il comune sarebbero comunque frutto di un’errata ed incompleta istruttoria che l’avrebbe condotto a travisare i fatti per cui è causa; non avrebbe dato adeguato rilievo agli apporti procedimentali presentati dal ricorrente; il provvedimento impugnato infine perpetrerebbe una disparità di trattamento rispetto al comportamento assunto in casi simili.
Si è costituito il Comune di Isola delle Femmine che, con scritti difensivi ha replicato alle argomentazioni sviluppate in ricorso chiedendone il rigetto.
Con rispettive memorie le parti in causa hanno diffusamente sviluppato le rispettive posizioni e, alla pubblica udienza fissata per la sua discussione, il ricorso è stato posto in decisione.
DIRITTO
Il ricorso è infondato alla stregua di quanto verrà precisato.
Il provvedimento impugnato è ancorato su due autonome ragioni: per un verso il Comune di Isola delle Femmine ritiene che, in applicazione dell’art. 17 della legge n. 1150/1942, l’edificazione nelle zone in cui ha perduto efficacia un piano particolareggiato, per scadenza di termini, è comunque soggetta alla disciplina prevista dal terzo comma di detto articolo; per altro verso ritiene che l’edificazione prevista dal ricorrente sfora il limite di densità ammessa nella zona dal p.r.g. e dalla legge reg. n. 78/1976.
Il ricorrente sostiene che, diversamente da quanto ritenuto dal Comune, alla fattispecie per cui è causa, è inapplicabile la disciplina dettata dall’art. 17 della legge n. 1150/1942, e che, alla scadenza dei vincoli previsti dal piano particolareggiato, l’edificazione deve ritenersi consentita nei limiti previsti dal vigente p.r.g.
Ritiene il Collegio che l’art. 17 richiamato nel provvedimento impugnato non trovi diretta applicazione nella vicenda per cui è causa, nei sensi che verranno precisati, come sembra invece ritenere il Comune di Isola delle Femmine.
Pur essendo evidente lo sforzo compiuto da tale amministrazione al fine di evitare che la zona in considerazione possa essere soggetta ad una indiscriminata edificazione privata, a scapito della creazione di spazi pubblici che garantiscono un equilibrato sviluppo urbanistico del territorio, dalla piana lettura del terzo comma dell’art. 17 della legge n. 1150/1942, non può non pervenirsi alla conclusione che tale norma non preveda una sorta di indiscriminata ultrattività dei vincoli derivanti da un piano particolareggiato scaduto, ma che ha un ambito di applicazione più circoscritto.
In forza di tale norma i privati possono attuare le previsioni di singoli sub - comparti di un piano particolareggiato scaduto, di cui abbiano la disponibilità (nel rispetto di quanto previsto anche con riguardo alle aree di infrastrutture e servizi), in assenza dell’intervento sostitutivo del Prefetto, previsto dal secondo comma, attraverso l’approvazione del relativo progetto da parte del consiglio comunale; mentre tale previsione di legge non riguarda il rilascio di singole concessioni edilizie che non potranno che essere assentite in conformità alle previsioni contenute nel p.r.g., per la specifica area che viene in rilievo.
Non sarebbe però corretto affermare che nella fattispecie che viene in rilievo non potesse, in nessun caso, trovare applicazione il particolare meccanismo previsto dall’art 17, comma 3, legge n. 1150/1942; è invece vero che tale disposizione non trova applicazione in relazione alla specifica istanza avanzata dal ricorrente, volta non alla realizzazione di un sub comparto, ma ad ottenere un singolo permesso di costruire.
Ciò posto, il Comune investito della questione avrebbe dovuto esitare l’istanza del ricorrente tenendo conto di quanto indicato nel p.r.g., che subordina la possibilità di rilasciare singole concessioni edilizie alla esistenza di uno strumento urbanistico attuativo (l’art. 13 delle NTA, per le zone C2, rinvia alle condizioni stabilite dal precedente art. 12 per le zone C1, e quindi anche alla necessità di un previo strumento urbanistico attuativo) e al rispetto degli indici di fabbricabilità ivi previsti.
Con riguardo a tali indici di fabbricabilità, il Collegio invece non condivide la ricostruzione operata da parte ricorrente.
In primo luogo appare utile rilevare che l’indice di 0,75 mc./mq. deriva direttamente dall’art. 15 della legge reg. n. 78/1976, disposizione che - quanto meno in mancanza della vigenza di uno strumento attuativo di zona, e quindi in caso di isolati permessi di costruire - non può che fare riferimento al volume di ciascuna singola costruzione da autorizzare, in rapporto all’estensione del terreno in cui ricade, venendo diversamente frustrata la ratio di tutela naturalistica ed ambientale a cui è ispirata; e tale considerazione è già sufficiente a determinare la legittimità del diniego impugnato.
E’ poi evidente che il piano regolatore del Comune di Isola delle Femmine, nel rispetto del principio di gerarchia delle fonti, ha inteso conformarsi alla previsione di legge, ribadendone il vincolo, e quindi nello stesso senso deve essere interpretato quanto ivi disposto.
In definitiva la ricostruzione del ricorrente potrebbe astrattamente essere utile a giustificare uno strumento urbanistico attuativo che rispetti nel suo complesso l’indice di fabbricabilità indicato, e non in relazione alle singole costruzioni previste; ma non rileva con riguardo ad una singola costruzione, realizzata al di fuori della previsione di uno strumento attuativo (anche qualora non fosse vietata dalla già richiamata specifica disciplina prevista dalle richiamate NTA), che non potrebbe in ogni caso essere legittimamente realizzata oltre il limite di densità previsto, al fine di non compromettere l’ordinato assetto futuro della zona.
In conclusione, quand’anche non esistesse il limite di densità edilizia stabilito per legge, quand’anche fosse ammissibile la realizzazione di un edificio al di fuori di uno strumento urbanistico attuativo, diversamente da quanto indicato nelle NTA, e quand’anche fosse corretta l’interpretazione data in ricorso al limite di densità stabilito nelle NTA, al fine di non pregiudicare l’ordinato sviluppo urbanistico della zona, un isolato permesso di costruire non potrebbe essere accordato oltre i limiti di densità dettati, seppur con riferimento all’intera zona territoriale.
In conclusione il ricorso è infondato e deve essere respinto.
Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite, comprensive di onorari e spese anche generali, in favore del Comune di Isola delle Femmine, che liquida in complessivi €. 2.000,00, oltre IVA e c.p.a.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 21 marzo 2019 con l'intervento dei magistrati:
Cosimo Di Paola, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere, Estensore
Francesco Mulieri, Primo Referendario








L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Nicola MaisanoCosimo Di Paola
IL SEGRETARIO




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Art. 17.
Validita' dei piani particolareggiati.
Decorso il termine stabilito per la esecuzione del piano
particolareggiato questo diventa inefficace per la parte in cui non
abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo
indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi
edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e
le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.
Ove il Comune non provveda a presentare un nuovo piano per il
necessario assetto della parte di piano particolareggiato che sia
rimasta inattuata per decorso di termine, la compilazione potra'
essere disposta dal prefetto a norma del secondo comma dell'art. 14.
/*((Qualora, decorsi due anni dal termine per l'esecuzione del piano
particolareggiato, non abbia trovato applicazione il secondo comma,
nell'interesse improcrastinabile dell'Amministrazione di dotare le
aree di infrastrutture e servizi, il comune, limitatamente
all'attuazione anche parziale di comparti o comprensori del piano
particolareggiato decaduto, accoglie le proposte di formazione e
attuazione di singoli sub-comparti, indipendentemente dalla parte
restante del comparto, per iniziativa dei privati che abbiano la
titolarita' dell'intero sub-comparto, purche' non modifichino la
destinazione d'uso delle aree pubbliche o fondiarie rispettando gli
stessi rapporti dei parametri urbanistici dello strumento attuativo
decaduti. I sub-comparti di cui al presente comma non costituiscono
variante urbanistica e sono approvati dal consiglio comunale senza
l'applicazione delle procedure di cui agli articoli 15 e 16))*/.
(19)


3. Qualora, decorsi due anni dal termine per l'esecuzione del piano particolareggiato non abbia trovato applicazione il secondo comma nell'interesse improcrastinabile dell'Amministrazione di dotare le aree di infrastrutture e servizi, il comune, limitatamente all'attuazione anche parziale di comparti o comprensori del piano particolareggiato decaduto, accoglie le proposte di formazione e attuazione di singoli sub-comparti, indipendentemente dalla parte restante del comparto, per iniziativa dei privati che abbiano la titolarità dell'intero sub-comparto, purché non modifichino la destinazione d'uso delle aree pubbliche o fondiarie rispettando gli stessi rapporti dei parametri urbanistici dello strumento attuativo decaduti. I sub-comparti di cui al presente comma non costituiscono variante urbanistica e sono approvati dal consiglio comunale senza l'applicazione delle procedure di cui agli articoli 15 e 16.(comma aggiunto dall'articolo 5, comma 8-bis, legge n. 106 del 2011)





DINIEGO DI CONCESSIONE IN SANATORIA N.07 del 24/04/2012
Il Responsabile del III Settore
· Vista l’istanza di Sanatoria Edilizia presentata ai sensi del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 in data 07/12/04, prot. n. 14233, dalla Sig.ra Bellis Ernesta, nata a Sacile (PN) il 04/03/1914, residente a Padova, via A. Ampere n. 82, C.F.: BLLRST14C44H657Z, comprendente due sub-istanze:
1. Istanza progr. 01 per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente una superficie utile di mq. 27,00 in viale dei
Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 sub 2;
2. Istanza progr. 02 per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente superficie utile di mq.25,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 sub 3;
· Considerato che la sig.ra Bellis Ernesta, sopra generalizzata, risulta deceduta in Isola delle Femmine il 19/08/11 e pertanto gli eredi risultano essere i figli
CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97 c. f.: CRS DNL 51B23 G273M, e CARUSO CLAUDIO nato a Palermo il 13/11/1952 e residente a Padova in via A. Ampere n. 82, c.f.: CRS CLD 52S13 G273Z;
· Visti gli atti tecnico progettuali allegati alla domanda;
· Viste le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, rese ai sensi del D.P.R. 445/2000, nelle quali la sig. Bellis Ernesta, sopra generalizzata, dichiara che le opere oggetto di istanza di sanatoria prot. n. 14233 del 07/12/04, progr. 01 e 02 sono state realizzate alla data del 10/01/03;
· Accertato, sulla base dei riscontri effettuati da questo ufficio sulla cartografia acquisita dall’Assessorato Territorio e Ambiente ed in particolare Carta Numerica Regionale Foglio 5940310 – Ripresa aerea Agosto 2004 e quindi in epoca successiva al 31/03/2003 indicato dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003 quale termine per l’ultimazione delle opere abusive suscettibili di sanatoria, che il terreno sito in viale dei Saraceni del Comune di Isola delle Femmine ed individuato in catasto al foglio 3 particella 1766 sul quale sono state realizzate le opere abusive oggetto dell’istanza di sanatoria prot. n° 14233 del 07/12/2004, alla data della ripresa aerea (agosto 2004) era libero da fabbricati e/o costruzioni;
· Ritenuto, pertanto, pacificamente acclarato che alla data del 31/03/2003 le opere abusive in oggetto specificate non erano state né iniziate, né tanto meno
ultimate e che conseguentemente per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria, ed in particolare quello della ultimazione delle opere entro il termine legislativamente previsto;
· Vista la richiesta di notifica provvedimento del 07/03/2012, prot. n. 0003590 a carico di Caruso Daniele, e l’ulteriore richiesta di notifica provvedimento del 07/03/2012 prot. n. 0003591, a carico di Caruso Claudio;
· Considerato che il Preavviso di Diniego di Concessione Edilizia in Sanatoria ai sensi dell’art. 11 bis, comma 1 della L.R. n. 10/91, del 07/03/2012 prot. n. 0003589, è stato regolarmente notificato al Sig. Caruso Claudio, sopra generalizzato, in data 15/03/12 secondo le modalità previste dall’art. 140c.p.c. dall’ufficio messi del comune di Padova, ed al sig. Caruso Daniele, sopra generalizzato, in data 15/03/12 regolarmente notificato all’interessato dall’ufficio messi del comune di Palermo;
· Rilevato che entro il termine assegnato per la presentazione di osservazioni, è pervenuta in data 23/03/12, prot. n. 4432, da parte della ditta Caruso Daniele,
sopra generalizzato, una richiesta di archiviazione del procedimento per decorrenza dei termini;
· Considerato che nelle osservazioni fatte pervenire dalla ditta Caruso Daniele non è contenuto alcun elemento utile a superare i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di condono, limitandosi l’interessato a ritenere che “le motivazioni ostative addotte da questo Ufficio Tecnico siano frutto di errore”;
· Accertato, tuttavia, che le opere realizzate abusivamente per le quali è stata richiesta la relativa legittimazione, non risultano suscettibili di sanatoria in quanto per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria ed in particolare i quanto: 
a) non è verificata la condizione del completamento al rustico delle opere abusive entro la data del 31/03/2003 termine previsto dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003; 
b) le opere abusive sono comunque non suscettib ili di sanatoria in quanto rientrano nell’ipotesi di insanabilità di cui all’art. 32 comma 27 lettera  d) D.L. 269/2003 trattandosi di opere abusive non conformi allo strumento urbanistico realizzate in area soggetta a vincolo paesaggistico imposto prima della esecuzione dell’abuso; 
c) le opere abusive non sono comunque sanabili in quanto realizzate in area soggetta a vincolo assoluto di in edificabilità operante ope legis in forza dell’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;
· Visto l’art. 32, comma 25, del D. L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003 n. 326;
· Rilevato che gli immobili risultano censiti al N.C.E.U. del Comune di Isola delle Femmine al foglio n. 3 particella 2314, sub 1 (corte), sub. 2 e sub 3;
· Vista la Legge 28 febbraio 1985 n. 47 recepita dalla L.R. n. 37/85 e ss.mm.ii.;
· Visto l’art. 32 della Legge 30 settembre 2003 n. 326;
· Visto l’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;
· Visto l’art. 24 della L.R. 5 novembre 2004 n. 15;
· Visto l’art. 107 del D. Lgs del 18 agosto 2000 n. 267;
· Visti gli strumenti urbanistici comunali vigenti;
DENEGA
· La concessione edilizia in sanatoria per le opere abusive oggetto dell’istanza di condono edilizio presentata ai sensi del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 convertito con modificazioni dalla L.24 novembre 2003, n. 326, in data 07/12/04, prot. n. 14233, progr. 01 e 02, pratica n. 79/04, dalla Sig.ra Bellis Ernesta, nata a Sacile (PN) il 04/03/1914, residente a Padova, via A. Ampere n. 82, C.F.: BLLRST14C44H657Z, per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente una superficie utile di mq. 27,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 oggi N.C.E.U. F. 3 part. 2314 sub 2 (progr. 01) e fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente superficie utile di mq.25,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 oggi N.C.E.U. F. 3 part. 2314 sub 3 (progr. 02), oggi di proprietà di CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97 c. f.: CRS DNL 51B23 G273 M e CARUSO CLAUDIO nato a Palermo il 13/11/1952 e residente a Padova in via A. Ampere n. 82, c.f.: CRS CLD 52S13 G273Z, stante l’improcedibilità della stessa in quanto per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria ed in particolare i quanto: 
a) non è verificata la condizione del completamento al rustico delle opere abusive entro la data del 31/03/2003 termine previsto dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003; 
b) le opere abusive sono comunque non suscettibili di
sanatoria in quanto rientrano nell’ipotesi di insanabilità di cui all’art. 32 comma 27 lettera d) D.L. 269/2003 trattandosi di opere abusive non conformi allo strumento urbanistico realizzate in area soggetta a vincolo paesaggistico imposto prima della esecuzione dell’abuso; 
c) le opere abusive non sono comunque sanabili in quanto realizzate in area soggetta a vincolo assoluto di in edificabilità operante ope legis in forza dell’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;
DISPONE
Di notificare agli interessati a cura del messo comunale, l’originale del presente atto, nei modi prescritti dalla legge.
Avverso il presente provvedimento l’interessato può proporre ricorso giurisdizionale al competente T.A.R., entro 60 giorni dalla data di notifica.

Il Responsabile del Servizio Il Responsabile del Settore Urbanistica
F.to Arch. Monica Giambruno F.to Ing. Francesca Usticano

  • 2008 25 NOVEMBRE CGA 778 2008 RICHIESTA SANATORIA 09 06 06 2018 11 GIUGNO SENTENZA 466 2018 RICORSO 01503 2012 BELLIS ERNESTA DINIEGO N 7 24 04 12 CARUSO  DANIELE CARUSO CLAUD




































2019 29 MARZP TAR PALERMO N. 00922/2019 REG.PROV.COLL N. 03937/2015 REG.RIC.ricorso 3957 2015 DINIEGO LICENZA EDILIZIA 10 5 OTTOBRE 2015





BELLIS ERNESTA,CARUSO DANIELE,CARUSO CLAUDIO,PARTICELLA 1766 FOGLIO 3,ABUSIVISMO,SIINO ANTONIO,ALBERT GIOVANNI,CANEPA,RAPPA ROCCO, SENTENZE, BOLOGNA STEFANO USTICANO FRANCESCA,GIAMBUNO MONICA