Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”







Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “





Pino Ciampolillo

domenica 12 settembre 2010

Sesso e ansia da prestazione

Sesso e ansia da prestazione ne soffre un’italiana su cinque




Cresce fra le donne un disturbo in genere tipicamente maschile. Lo afferma una rilevazione fatta in tre grandi città e presentata a Firenze. Ai lavori del congresso su contraccezione e sessuologia riuniti mille esperti da tutta Italia
di LUCIA ZAMBELLI
FIRENZE – Sorpresa: l’ansia da prestazione, che classicamente tradisce il maschio, facendogli fare brutte figure sotto le lenzuola, affligge in realtà anche le donne e una su cinque ammette di averla provata. Lo rivela il sondaggio “Le italiane e il sesso”, commissionato a Intermedia dalla Società italiana della contraccezione, i cui risultati vengono presentati oggi al congresso congiunto della FISS (Federazione di sessuologia scientifica) e della stessa Sic, che fino a sabato riunisce a Firenze oltre mille esperti da tutta Italia.

L’indagine è stata condotta su 600 donne tra i 18 e i 50 anni, di Roma, Milano e Napoli (il 26% delle quali single). Il 20% delle intervistate riferisce, appunto, di essere stata vittima dell’ansia da prestazione. A minare una buona intesa sessuale sono, secondo il campione, la routine (65%), lo stress (51%), il timore di deludere il partner (48%). Mentre tra i fattori che possono favorire l’intesa della coppia vengono indicati la confidenza (86%), ironia e complicità (72%), la giusta atmosfera (65%).

Il sondaggio restituisce l’immagine di donne sessualmente abitudinarie, saggiamente prudenti e sostanzialmente fedeli: oltre la metà (59%) hanno mantenuto un numero di rapporti invariati rispetto all’anno precedente, e il 61% ha avuto un solo partner nell’ultimo anno. Il 47% si dichiara abbastanza soddisfatta della propria vita sessuale, il 24% molto, il 14% poco. Il 15% dice di non fare sesso, e l’11% non ha avuto alcun partner nell’ultimo anno. Quanto alla prospettiva di un’avventura, il 72% rinuncerebbe al rapporto con un partner occasionale, se non adeguatamente protetta, e solo il 28% si abbandonerebbe alla passione.

Il sondaggio viene presentato a un anno dal lancio di Klaira, definita dai produttori la prima pillola anticoncezionale naturale: “Le italiane  – informa Vincenzina Bruni, docente dell’Università di Firenze e presidente del Comitato scientifico del congresso – coprono da sole il 30% del consumo europeo”.

Dal Congresso vengono diffusi anche alcuni dati sul comportamento anticoncezionale delle italiane. Comportamento che le relega agli ultimi posti della classifica europea: più della metà (53%) non vogliono utilizzare metodi contraccettivi, oltre una su 3 (38%) li conosce poco, quasi una su 10 (9%) li usa male. Otto donne su 100 dichiarano inoltre di non aver mai fatto ricorso a metodi anticoncezionali. “Dai nostri dati – dice Gianfranco Scarselli, direttore del Dipartimento materno-infantile del policlinico di Careggi, Firenze, e co-presidente del Congresso – il 70% delle pazienti desidera più informazioni sulla contraccezione. Molte la interrompono alla prima difficoltà. Ma in cinquant’anni le pillole hanno cambiato volto, con una progressiva riduzione dei dosaggi e dell’impatto metabolico, oggi praticamente nullo”.



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