Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”







Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “





Pino Ciampolillo

venerdì 9 luglio 2010

Berlusconi ovvero la "ponocrazia delegata"




Berlusconi ovvero la nuova “pornocrazia delegata”

Scritto da Luigi Pecchioli

Venerdì 09 Luglio 2010 07:38

E’ di due giorni fa la notizia di una ex “meteorina” del Tg4 di Fede diventata assessore provinciale alle politiche giovanili ed alle pari opportunità in un giunta nel napoletano. La stessa, come svela “Il Mattino” di Napoli era inserita nella famigerata lista delle candidate alle elezioni europee che provocò l’indignazione della moglie (ora separata) di Berlusconi, Veronica Lario, che bollò tali candidature come “ciarpame senza vergogna”.

Non mi interessa citarne il nome, tanto sono tutte intercambiabili: giovani, carine, sexy, fan di “Silvio”, come lo chiamano familiarmente, piccoli ruoli in televisione fino al salto in politica.

Questo fenomeno merita una riflessione.

Storicamente si conosce una fase nella storia del papato, tra il 904 e il 960, che gli storici definiscono “pornocrazia”, letteralmente “governo delle prostitute” o “governo delle concubine”: una forma di governo caratterizzata dalla forte influenza delle cortigiane o delle favorite sugli uomini di potere. La differenza che rende questo periodo diverso dagli altri consiste nel fatto che, durante la pornocrazia, la concubina riesce a creare un potere personale attraverso la relazione col potente, che sostituisce il potere del potente, ne condiziona l’esistenza e talvolta gli sopravvive.

Esempio luminoso fu Marozia: succintamente (rimandando a chi interessasse un approfondimento a questo sito) ella, appena quindicenne, divenne la concubina di Papa Sergio III, ne ebbe un figlio, fece strangolare Sergio III dal suo nuovo amante, che sarebbe diventato Papa Giovanni X, rese succube Papa Anastasio III, sposò Alberico di Spoleto dal quale ebbe un altro figlio che riuscì a far eleggere Papa, nonostante fosse privo di qualsiasi requisito ecclesiastico, e visse abbastanza da vedere il figlio del suo primogenito diventare a sua volta Papa, con il nome di Giovanni XII. Fu quindi amante di Papi, madre di un Papa e nonna di un altro Papa e l’artefice di manovre di potere, lotte, insurrezioni, intrighi e delitti, condizionando la politica romana e non solo per oltre cinquant’anni.

L’Italia di Berlusconi è diventata una “pornocrazia delegata“, il potere politico in questo caso non è conquistato con il sesso, ma è lo stesso potente che lo delega in cambio di sesso. Sia chiaro: qui il sesso è il più delle volte solamente evocato, rimane un‘immagine virtuale, un desiderio. Il potere viene concesso anche solo perché l’immaginario erotico del Cavaliere viene stuzzicato, non perché sia stato concesso qualcosa. Semplicemente egli amerebbe circondarsi esclusivamente di persone belle (donne, ma anche uomini) e giovani, da cui possa sentirsi “sedotto“ e a sua volta “sedurre“.

Questa situazione ha creato una classe politica completamente nuova formata da “favorite” che ricoprono cariche pubbliche più o meno importanti. Ma ciò ha anche uno scopo preciso: se infatti è indubbio che Berlusconi utilizza il potere come in altre epoche il potente utilizzava il denaro o la concessione di beni lussuosi o di una vita agiata alle proprie concubine, è pur vero che questo viene concesso anche con lo scopo di avere una classe politica creata al di fuori dei canali usuali, che deve esclusivamente a lui, al suo volere, il ruolo pubblico che occupa, che non mette quindi in discussione alcuna decisione, è disposta a fare tutto ciò che chiede ed a replicare a livello locale il suo “verbo” e soprattutto, cosa importante in politica, che non cerca di prendere il suo posto. Una classe politica di tal fatta è evidentemente qualitativamente mediocre, ma è perfetta per i suoi scopi.

Questo per le donne. Per gli uomini la logica è simile, naturalmente con alcuni distinguo: se sulla bellezza qualche deroga è inevitabile e sul sexy si sorvola (altrimenti Alfano , Bondi e Schifani sarebbero fuori), devono però presentarsi bene, essere dei devoti che devono a lui ogni fortuna, o che grazie a lui sono scampati da processi e condanne, comunque dei “sedotti” dalla sua personalità e dal suo fascino, non troppo intelligenti per non offuscare la sua luce e, naturalmente, pronti a tutto per lui ed, anche qui, incapaci di tradimenti e “ribaltoni“.

La classe dirigente sognata da Berlusconi per l’Italia in definitiva è un misto, per gli uomini, di venditori Publitalia e Fininvest (dalle quali non a caso provengono molti suoi fedeli e zelanti gregari, da ultimo il “ministro per una notte“ Brancher), con, per le donne, qualcosa delle fanciulle in fiore di David Hamilton (grande fotografo di “lolite”) o, all’opposto, con la prosperosità catodica delle varie Moric , Senicar o, quando era ancora una semplice soubrette, di una Carfagna (la favorita, assunta infatti al ruolo di ministro).

E gli italiani? Tutti felici a cantare “meno male che Silvio c’è”.

Più che un sogno, un incubo.

http://www.giornalisticamente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=768:berlusconi-ovvero-la-nuova-pornocrazia-delegata&catid=34:politica&Itemid=57

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