Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”







Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “





Pino Ciampolillo

venerdì 18 giugno 2010

Morto il poeta Josè Saramago

Saramago: l'ultimo eretico..


Saramago, l'ultimo eretico, è morto. Era un intellettuale, comunista (finalmente possiamo dirlo dando alla parola il suo reale significato), che aveva dalla sua la capacità di saper vedere oltre le apparenze e senza avere peli sulla lingua: ricordiamo tutti come si espresse quando l'einaudi rifiutò di pubblicare la raccolta dei suoi scritti sul blog denominata Il quaderno perchè in essi c'erano alcuni post che criticavano il Nostro amato Capo; pensate rifiutarono nonostante avesse vinto un premio nobel (solo da noi accadono ste cose). Ora non c'è più e questo pianeta si svuota di una mente brillante e aperta che ci aiutava a essere un pò più liberi.

Isola Pulita








Josè Saramago Arrivato Partito


di Doriana Goracci


http://inusitatus.blogtv.uol.com.br/img/Image/Inusitatus/2008/Setembro/maior_flor_1.jpg

Nacque da una famiglia precaria, lo fu anche lui da giovane, per anni. E fu tante cose: scrittore poeta critico letterario blogger comunista ateo antisemita sovversivo censurato…Quante le esperienze vissute da Josè Saramago? Se ne è andato oggi 18 giugno, all’ora in cui solitamente in Italia, come in Spagna o Portogallo, si mangia e si digerisce un boccone amaro . Nella biografia di Wikipedia, si apprende che a 85 anni: “Saramago ha aperto un blog dove scrive costantemente e mantiene il contatto diretto con i suoi lettori “. E’ certo che la poesia vive, para niños y adult: “A maior flor do mundo” , in un mondo lacerato da individualismo, disperazione e mancanza di ideali. Nel suo blog è stato scritto: “Hoy viernes 18 de Junio, José Saramago ha fallecido a las 12:30 horas en su domicilio de Lanzarote, a los 87 años de edad, a consecuencia de un fallo multiorgánico después de una larga enfermedad. El escritor murió acompañado de su familia, despidiéndose de una forma serena y plácida. Fundación José Saramago 18 de junio de 2010″

La Poesia va avanti come il via vai della marea, che non sa cosa sia la paura e cosa è prudente evitare, in ogni stagione della vita.


Doriana Goracci

fonte: http://www.reset-italia.net/2010/06/18/jose-saramago-arrivato-partito/

per saperne di più, questso è il link al suo quaderno su internet:

http://quadernodisaramago.wordpress.com/

Addio al Nobel Josè Saramago, lo scrittore portoghese è morto a 87 anni

(Da Wikipedia)

(Da Wikipedia)
Lanzarote - (Adnkronos/Ign) – L’autore di capolavori come ‘Cecità’ e ‘Memoriale del convento’ è deceduto alle 12,45 ora locale (le 13,45 in Italia) nella sua casa di Tias (Lanzarote), nelle isole Canarie, dove viveva dal 1991 dopo le polemiche con la Chiesa portoghese. Inconfondibile il suo stile letterario, in cui le regole della punteggiatura si perdono in frasi lunghissime.

Lanzarote, 18 giu. (Adnkronos/Ign) – E’ morto lo scrittore premio Nobel Josè Saramago. Il decesso è avvenuto oggi, alle 12,45 ora locale (le 13,45 in Italia), nella sua casa di Tias (Lanzarote), nelle isole Canarie dove viveva dal 1991 Saramago aveva 87 anni.

L’autore di capolavori come ‘Cecità’ e ‘Memoriale del convento’ è stato l’unico scrittore di lingua portoghese a vincere il premio Nobel per la Letteratura, assegnatogli nel 1998. Un enorme riconoscimento per un ‘figlio senza terra’ nato nel 1922 ad Azinhaga, Ribatejo, a 100 chilometri da Lisbona. Saramago era figlio di un agricoltore poverissimo che, quando il futuro autore del ‘Vangelo secondo Gesù’ aveva tre anni, si trasferisce nella capitale con la famiglia dove trova lavoro come poliziotto. La biblioteca pubblica è il luogo più frequentato dal giovane Josè costretto a lasciare la scuola per lavorare in fabbrica e aiutare la famiglia

Gli episodi della sua infanzia e giovinezza Saramago li appunta e li trasforma in ‘Piccole memorie’, testo pubblicato in Spagna dall’editore Alfaguarra e uscito tradotto in italiano nel 2006. Nel suo romanzo del 1980, ‘Una terra chiamata Alentejo’, lo scrittore racconta le peripezie di varie generazioni di contadini della sua terra. La carriera di narratore di Saramago inizia nel 1947 con ‘Terra do pecado’, anche se il secondo romanzo arriva dopo trent’anni di silenzio. Tre lunghi decenni durante i quali il futuro premio Nobel lavora come amministrativo, come assicuratore e poi come direttore di produzione nel campo dell’editoria. Nel ’44 aveva sposato Ida Reis, dalla quale però divorzia qualche anno dopo. Fa anche il giornalista, ma il regime di Salazar al quale lo scrittore si oppone, lo censura pesantemente. Nel ’69 si iscrive clandestinamente al Partito Comunista portoghese, riuscendo sempre a fuggire alla cattura della polizia politica del regime.

Il secondo romanzo, ‘Manuale di pittura e calligrafia’, arriva nel ’77. Ma negli anni precedenti Saramago pubblica poesie (‘Probabilmente allegria’, del 1970), cronache, (‘Di questo e d’altro mondo’, del 1971; ‘Il bagaglio del viaggiatore’, del 1973 e ‘Le opinioni che DL ebbe’, del 1974) , cura il quotidiano il ‘Diario de Lisboa’, e scrive testi teatrali. Solo dopo il 1974, anno della ‘Rivoluzione dei garofani’, Saramago si dedica completamente alla scrittura dando vita a un nuovo stile letterario – in cui le regole della punteggiatura si perdono in frasi lunghissime – che affiora in ‘Manuale di pittura e calligrafia’, diventa più preciso in ‘Una terra chiamata Alentejo’, ma che trova la sua forma definitiva in ‘Memoriale del convento’ del 1982, un libro che dà a Saramago finalmente il successo.

Il riconoscimento della critica arriva però qualche anno più tardi con ‘L’anno della morte di Ricardo Reis’, centrato sulla figura del grande poeta portoghese Fernando Pessoa, e ‘La zattera di pietra’. Il riconoscimento a livello internazionale arrivera’ pero’ solo negli anni Novanta, con ‘Storia dell’assedio di Lisbona’, il controverso ‘Il Vangelo secondo Gesù’ e il suo capolavoro ‘Cecità’.

Le sue polemiche con la Chiesa portoghese, dopo il ‘Vangelo secondo Gesu”, lo spingono a lasciare il Paese e a vivere alle Canarie. Le polemiche si inaspriscono ancora di più con l’ultimo romanzo, ‘Caino’, del 2009, dove lo scrittore critica duramente il Dio cristiano. Saramago ultimamente è stato anche protagonista di una polemica con Israele che gli è valsa l’accusa di antisemitismo. Nel 2006 lo scrittore ha contestato la politica di Israele nei confronti della Palestina affermando che gli ebrei non meriterebbero più ”comprensione per le sofferenze patite durante l’Olocausto”.

La Lega per l’Anti-Diffamazione (ADL), potente associazione lobbistica ebraica per i diritti civili, ha definito queste affermazioni ‘anti-semite’. Ma in una lettera scritta da Saramago insieme con John Berger, Noam Chomsky, Harold Pinter e Gore Vidal, gli intellettuali spiegano che le critiche sono rivolte esclusivamente alla politica di Israele e non possono essere tacciate di antisemitismo.

L’anno scorso invece la polemica-rottura con Einaudi, che ha deciso di non pubblicare ‘Il quaderno’, il libro che raccoglie testi let­terari e politici scritti sul blog dallo scrittore porto­ghese. La casa editrice, che ha pubblicato quasi tutti gli scritti di Saramago, – in un comunicato – ha spiegato le ragioni dietro la scelta: “L’Einaudi ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago per­ché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’. Si tratti di lui o di qualsiasi altro espo­nente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe”.

http://files.splinder.com/b8a459da40beb4ae0635ce6773de7980.jpg

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Addio-al-Nobel-Jose-Saramago-lo-scrittore-portoghese-e-morto-a-87-anni_559721281.html




SARAMAGO E 'LA COSA BERLUSCONI'

Josè Saramago

Josè Saramago
Dev’essere duro vivere quando il potere politico e quello imprenditoriale si riuniscono. Non invidio la sorte degli italiani, però infine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo”. (Josè Saramago).

Il premio Nobel Josè Saramago se n’è andato. E noi rendiamo omaggio ad un protagonista della cultura contemporanea. Ad un grande scrittore spesso al centro di polemiche roventi. Anche in Italia. Alla fine del maggio 2009, la storica casa editrice Einaudi, ora sotto il controllo di Mondadori, quindi di Berlusconi, rifiutò di pubblicare il libro dello scrittore portoghese ‘il quaderno’. Una raccolta di scritti pubblicati sul suo blog. La polemica politica si infiammò e il libro fu poi pubblicato da Bollati Boringhieri. Racconto questo episodio perché è rivelatore della degenerazione culturale italiana, dei frutti marci del berlusconismo. In un altro periodo nessuno avrebbe rifiutato la pubblicazione di un premio Nobel. In un altro momento, appunto, non all’apice della parabola berlusconiana. Per ricordare Saramago e per riflettere, pubblico una pagina del suo blog dedicata a Berlusconi. Questo articolo, con questo stesso titolo, è stato pubblicato ieri sul quotidiano spagnolo “El País”, che me lo aveva espressamente commissionato. Considerando che in questo blog ho lasciato alcuni commenti sulle prodezze del primo ministro italiano, sarebbe strano non mettere anche qui questo testo. In futuro ce ne saranno sicuramente altri, visto che Berlusconi non rinuncerà a quello che è e a quello che fa. Né lo farò anch’io.

La Cosa Berlusconi

Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Belusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. È da tanti anni che la cosa Belusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, per quanto riguarda i dettami morali invece, non vale neanche la pena parlarne, tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Belusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’ immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?


fonte:http://www.massimodonadi.it/blog/saramago-e-la-cosa-berlusconi



Omaggio a Josè Saramago

Il Premio Nobel per la letteratura Josè Saramago si spegne e lascia ai lettori una ricchissima eredità letteraria: con uno stile che mescola mito, storia della propria terra e immaginazione surrealista, i suoi libri affascinano tutte le generazioni di lettori.


Gli ultimi scritti

Caino


Memoriale del convento
Quaderni di Lanzarote
Una terra chiamata Alentejo

Cecità

Le opere più amate

Il Vangelo secondo Gesù Cristo
Il quaderno
Storia dell'assedio di Lisbona
Viaggio in Portogallo
La caverna
Saggio sulla lucidità
Memoriale del convento
Il viaggio dell'elefante
Poesie






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